Gli screensaver e gli schermi a tubo catodico

Gli screensaver e gli schermi CRT

Una tradizione trasmessa fino ai giorni d’oggi dagli albori degli schermi CRT, sono gli screensaver, delle applicazioni che provocano l’oscuramento dello schermo e la comparsa di animazioni casuali.

screensaver

Inizialmente erano stati progettati per proteggere (come dice il nome) gli schermi a tubo catodico. In quest’ultimi i pixel venivano illuminati da un fascio di elettroni che veniva emesso dai fosfòri. Negli schermi comuni i fosfòri erano delle semplici vernici in grado di dare luogo a luminescenza, che ricoprivano lo schermo dalla parte interna.

Tale superficie reagiva agli elettroni convogliati, dando vita all’immagine visibile sullo schermo.

 

Uno dei problemi di tale schermo riguardava proprio la capacità dei fosfòri di emettere radiazioni luminose: se si lasciava a lungo la stessa immagine, dopo qualche anno, i pixel risultavano meno intensi o addirittura bruciati. Comuni erano anche la comparsa di ombre e macchie visibili a schermo spento, dovute al deterioramento della vernice interna.

Gli screensaver (salvaschermo) sono stati creati proprio per questo motivo: impedire o diminuire il deterioramento dei fosfòri grazie ad “un’immagine” dinamica.

Al giorno d’oggi l’utilizzo degli screensaver sta venendo sempre meno in quanto, i monitor LCD, non presentano il problema dei vecchi CRT. Rimane importante invece l’utilizzo con gli schermi al plasma (poco diffusi) in quanto, un’immagine fissa rischia di creare, anche in tempi relativamente brevi, un’immagine fantasma (ghost image) del tutto indelebile.

Negli ultimi anni, i salvaschermo hanno assunto una connotazione più estetica che funzionale. In molti li applicano come pre-stand-by in quanto presentano delle animazioni veramente molto interessanti. I più famosi sono sicuramente “Fliqlo” , “Imax Hubble 3D”, “Briblo”, “Electric sheep”.

Screensaver -Fliqo
Lo screensaver vintage "Fliqlo"
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