Revenant-Redivivo: un capolavoro tecnico

Revenant- Redivivo: un capolavoro tecnico

Dopo solo 1 anno dal successo di Birdman, Alejandro González Iñárritu, ha sfornato un nuovo lungometraggio ambientato in North Dakota che vede come protagonista la star Leo DiCaprio: Revenant-Redivivo.

Revenant Redivivo
Revenant-Redivivo

TITOLO ORIGINALE: “The Revenant”

ANNO: 2015

GENERE: Western/Avventura

DURATA: 157 min

REGIA: Alejandro González Iñárritu

VOTO:

4/5

TRAMA

Hugh Glass (Leo DiCaprio) è un cacciatore di pelli e guida una spedizione in North Dakota durante la quale, il suo gruppo, viene attaccato da una tribù di Arikara. Preoccupati che gli indiani siano ancora sulle loro tracce, gli uomini di Glass decidono di tornare al proprio villaggio a piedi, intraprendendo un viaggio al limite delle forze umane. Durante il viaggio di ritorno Hugh viene attaccato da un’orso Grizzly e, i compagni credendolo oramai spacciato, decidono di proseguire lasciandolo solo con suo figlio Hawk, il giovane Bridger e il cacciatore Flitzgerald (Tom Hardy). Quest’ultimo, rimasto solamente per la ricompensa in denaro promessa dal capo della spedizione, si rivela una persona spietata, insensibile e presuntuosa diventando effettivamente l’antagonista della pellicola.

ANALISI

The Revenant è un film maestoso, selvaggio e lineare che pone le sue radici nella superba fotografia di Emmanuel Lubezki.

L'ammaliante fotografia di Emmanuel Lubezki e la "felpata" colonna sonora di Sakamoto

Una fotografia che permette di inquadrare al meglio le stupende ambientazioni innevate della Columbia Britannica alle quali si contrappone il tepore di un fuoco scoppiettante e che contribuisce, anche se in minima parte, ad accentuare quel senso di tensione ed agonia che si prova per tutta la durata della pellicola.

Ryūichi Sakamoto

Alva Noto

Bryce Dessner

Sensazioni che vengono alimentate dalla colonna sonora altalenante e pressochè “silenziosa” che, pur non essendo ai livelli del maestro Hans Zimmer, si adatta al contesto in sè, riuscendo ad immergere lo spettatore nelle inquadrature glaciali e brutali.

Si tratta di un capolavoro soprattutto tecnico

È proprio in queste inquadrature e soprattutto nei piani sequenza che è possibile osservare la bravura e l’esperienza cinematografica del regista messicano (Alejandro González Iñárritu). Si tratta di inquadrature semplici dotate di movimenti di camera lineari ma in grado di rappresentare nel modo più chiaro possibile le vicende

L'assalto degli Arikara

L'assalto degli Arikara

L'assalto degli Arikara

L'assalto degli Arikara

L'assalto degli Arikara

L'attacco dell'orso

L'attacco dell'orso

L'attacco dell'orso

Tra i piani sequenza della pellicola spicca sicuramente l’attacco degli Arikara nei minuti iniziali in cui è possibile provare su pelle la brutalità, il terrore, la tensione e il coraggio degli uomini di Glass massacrati dagli indiani.

L’altro piano sequenza memorabile è l’assalto dell’orso diventato oramai il simbolo del film. Si tratta di un’unica scena (estrema) realizzata in CGI grazie all’ausilio del blue screen. Nonostante sia diventata il simbolo della pellicola, è anche la scena più criticata in quanto risulta essere realmente estrema andando così a togliere veridicità all’intero film che ricordo essere basato su una storia vera. 

Un remake di una storia vera

Infatti, lo stesso Iñárritu e il compagno Mark Smith, si sono ispirati al romanzo La vera storia di Hugh Glass di Michael Punke per la stesura della sceneggiatura. Sceneggiatura che sul piano testuale risulta essere scarna ma funzionale: i dialoghi sono pochi ma mirati. Tra i pochi dialoghi presenti spicca sicuramente il monologo dei minuti iniziali che è un vero inno alla vita:

Sono qui con te.
Sarò sempre con te.
Ma tu non arrenderti.
Mi senti?
Finchè hai un alito di vita, combatti.
Tu respira…continua a respirare.

“Monologo Iniziale Revenant-Redivivo”

Anche la trama risulta essere relativamente semplice, poco originale e talvolta pesante ma, essendo una sorta di remake di una storia vera, il regista si è trovato con le mani legate.

L'eccellente ruolo fisico di DiCaprio

Con questo forse il regista è andato un po’ contro i canoni di DiCaprio -di cui oramai tutti conoscono l’abilità con le parole-, al quale è stato affidato un ruolo prettamente fisico. Effettivamente, per circa l’80% della durata di Revenant, viene inquadrato un DiCaprio sofferente, iracondo, dilaniato dal dolore in una battaglia continua per la vita. 

Nonostante l’interpretazione fisica dell’attore -che a primo impatto potrebbe far storcere il naso ai fan più accaniti- la star statunitense è riuscita a inquadrare perfettamente un personaggio iconico, trasmettendo allo spettatore la freddezza, la sofferenza e la fatica di un corpo ormai esausto e in bilico tra vita e morte.

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Non a caso, Leo DiCaprio, finalmente è riuscito a portarsi a casa la statuetta dell’Academy come miglior attore protagonista. L’oscar dell’attore statunitense non è l’unico premio vinto della pellicola messicana: Iñárritu è riuscito ad aggiudicarsi ben altri 2 premi oscar; oltre ad altri premi minori e numerose candidature. Rispettivamente l‘oscar al miglior regista e l’oscar per la fantastica fotografia di Emmanuel Lubezki.

Tom Hardy nei panni di John Flitzgerlad
John Flitzgerald

A contrapporsi alla figura di Hugh Glass vi è Tom Hardy che interpreta la meschina figura di John Flitzgerald, l’antagonista della pellicola. Nulla da dire sull’interpretazione di quest’ultimo che risulta essere perfetta come al solito.

Un cast binario

Purtroppo, dei personaggi secondari si sa veramente pochissimo infatti l’intera pellicola ruota attorno alla figura di DiCaprio (Hugh Glass) e Tom Hardy (John Flitzgerlad) che vanno ad occupare degli spazi che potevano benissimo essere lasciati ad attori emergenti.

Leonardo DiCaprio

Tom Hardy

Will Poulter

Gleeson Domhnall

Forrest Goodluck

Nonostante ciò voglio citarvi qualche nome: compare Will Poulter, conosciuto soprattutto in Scrubs e Maze Runner, nei panni di Bridger; Domhnall Gleeson che interpreta Andrew Henry; Forrest Goodluck nei panni di Hawk… (Clicca qui per vedere il cast completo).

CONSIDERAZIONI FINALI

Emanuele Tocci

Concludendo, Revenant-Redivivo è un capolavoro tecnico che preferisce utilizzare fantastiche ambientazioni ed inquadrature per descrivere con grande maestria la brutalità e la continua lotta per la sopravvivenza nel 1823.

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