Wolfwalkers- il popolo dei lupi: il miglior film animato dell’anno?

Wolfwalkers - il popolo dei lupi: il miglior film animato dell'anno?

Wolfwalkers segna il debutto di AppleTV agli Oscar

Presentato al Toronto film festival nel settembre 2020, Wolfwalkers ha segnato (finalmente)  l’esordio dell’ancora acerba “appleTV” agli oscar come miglior film di animazione, al fianco del miglior sonoro per Greyhound – Il nemico invisibile”.

TITOLO ORIGINALE: Wolfwalkers

REGIA: Tomm Moore, Ross Stewart

ANNO: 2020

GENERE: Animazione, Avventura, Fantastico, Famiglia

DURATA: 103 MIN

PAESE: Irlanda, Lussemburgo, Stati Uniti d’America, Regno Unito, Francia

PIATTAFORMA: AppleTV+

4.5/5

TRAMA

L’intera storia è ambientata nella piccola cittadina irlandese del Kilkenny, la quale è governata dal malvagio e conservatore Lord Protector.
 
Quest’ultimo ha il compito di abbattere tutti gli alberi della foresta in quanto vi vivono un branco di lupi che spaventano i contadini e i pastori al di fuori delle mura.
 
La protagonista è Robyn, una giovane ragazza che ha il sogno di diventare una cacciatrice come suo padre, Bill Goodfellowe che ha il compito di sterminare tutti i lupi della foresta.
 
Wolfwalkers
Nonostante i vari rimproveri del padre, un giorno, Robyn decide di seguirlo di nascosto in una missione di caccia e così si intrufola furtivamente nel bosco dove ferisce il proprio falco Merlyn.
Inaspettatamente compare una giovane misteriosa, dalle sembianze antropomorfe, che accompagnata da un branco di lupi porta via il piccolo falco.
Il giorno seguente la giovane ragazza si reca nuovamente nel bosco dove ritrova Merlyn, miracolosamente guarito.
 
Nel frattempo viene avvicinata da un piccolo lupo che, grazie anche all’aiuto del falco la conduce alla sua tana, dove rivede la misteriosa ragazza.
Fin da subito si crea con la wolfwalker un rapporto speciale che andrà letteralmente a ribaltare le carte in tavola.

ANALISI

Il simbolismo di Moore

wolfwalkers: Robyn e mEBH
Il primo impatto che ho avuto con questo meraviglioso film (devo ammetterlo) è stato abbastanza particolare per via dello stile classico che gli autori hanno deciso di utilizzare.
 
A differenza dei più recenti film di animazione, Wolfwalkers decide di camminare nella direzione contraria preferendo l’animazione fatta a mano (come una volta) alla tridimensionalità e all’estremo realismo delle recenti produzioni. A ciò si affianca il particolare e grezzo stile della xilografia che conferisce alla pellicola quel tocco in più, permettendole di distinguersi dalla massa.
 
Si tratta di uno stile per certi versi azzardato, soprattutto per il fatto che si posso vedere le linee di costruzione nonché i bozzetti dei disegni ma, che calza alla perfezione nel contesto in cui è stato inserito.
 
Per esempio vedere tale stile su Soul non avrebbe reso allo stesso modo anzi!
 
la canzone del mare: il paragone con Wolfwalkers

Un altro esempio lo si può notare con la predente pellicola del regista Tom Moore “La canzone del mare”.

Nonostante al livello grafico i due prodotti presentino numerose somiglianze, è proprio in queste similitudini che è possibile scorgere le differenze: si può notare come lo stile della penultima produzione, nei confronti di Wolfwalkers, siamo meno grezzo e più rifinito, consono alla storia da raccontare.

I dettagli fanno la differenza

Sorprendente è vedere come ogni singolo elemento rappresentato sia funzionale alla trama, a partire dai colori che svolgono, insieme alla colonna sonora, un ruolo di coronamento per quelle che saranno le emozioni provate dal pubblico.
 
Il film infatti gode di una palette colori molto vasta e dinamica che va ad amalgamarsi alla perfezione con la scene che si stanno vedendo e che va anche a modificare l’intero mood della scena.
 
Wolfwalkers: le linee sinuose del bosco
Il bosco
Wolfwalkers: le linee nette della città
La città
Lo stesso discorso lo si può fare con le linee che caratterizzano gli elementi: è ben visibile come le abitazioni e tutto ciò che riguarda l’uomo sia raffigurato con delle linee molto nette e squadrate e con toni cupi e scuri… a questa realtà si contrappone quella del bosco, dominata da appariscenti colori e linee sinuose che trasmettono allo spettatore una certa armonia.
Che piaccia o meno questa tipologia di animazione è un’altro discorso… personalmente adoro questa tipologia “old-style” in quanto mi fa rivivere i vecchi tempi di Topolino e di tutte le pellicole correlate. D’altronde è bello variare!

Una colonna sonora carismatica

Particolarmente sorprendente si è rilevata la colonna sonora del gruppo Kila ma soprattutto la canzone Running with the Wolves della cantante norvegese Aurora (ed arrangiato dal compositore francese Bruno Coulais) che è riuscita perfettamente nel suo ruolo di strappare una lacrima allo spettatore, soprattutto nelle fasi finali del film. Le musiche si sono rivelate sempre adatte, pertinenti ed emozionanti.

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Sulle orme di Miyazaki

Ma il vero punto forte di Wolfwalkers è sicuramente il tema centrale dell’opera: il rapporto fra uomo e natura che, purtroppo sta venendo sempre meno.

“Il mondo naturale è qualcosa che l’uomo deve conquistare, proprio come conquista le debolezze della carne”.

Il Cineocchio

A tale tematica si intersecano altri filoni secondari non di meno importanza come la tematica dell’amicizia pura, la paura per l’ignoto, il conservatorismo religioso, l’oppressione, il rapporto genitore-figlio…

La piccola Kilkenny non è altro che la rappresentazione contemporanea di una qualsiasi città dei giorni nostri. Lo stesso discorso vale per gli uomini, la cui vista è offuscata dalla sete di potere.
 
La figura di lord Protector richiama la tematica dell’oppressione e va ad personificare le tirannidi che sono avvenute nel corso della storia ma anche quelle che avvengono ai giorni d’oggi davanti agli occhi ciechi di molti.
L’opera, sia per tematiche che ambientazioni ricorda molto i capolavori di Miyazaki.

Il valore della sceneggiatura

Wolfwalkers – Il popolo dei lupi è un film che punta il tutto per tutto sui personaggi, in particolare sulle protagoniste. Robyn e Mebh sono caratterizzate come meglio non si potrebbe, sono personaggi reali e in cui è facile riconoscersi.

Proprio la sceneggiatura è uno dei punti di forza del film. Si tratta, quella di Will Collins, di una scrittura semplice ma efficace, lineare e priva di fronzoli che avrebbero solamente distolto lo sguardo dalle due protagoniste.
 
Una scrittura che è riuscita a riunire armoniosamente le tradizioni, la cultura e i miti irlandesi, ad una realtà più ampia e contemporanea.
 
Basta tutto questo per definire Wolfwalker – il popolo dei lupi uno dei migliori film del 2020?
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Emanuele

Ciao, mi chiamo Emanuele e sono un ragazzo appassionato di cinema, fumetti e tecnologia! Ho creato questo piccolo sito web, con l'intento di poter diffondere a tutti le mie passioni. Stay tuned!

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