Soul, la recensione dell’ennesimo capolavoro Disney/Pixar

Soul, la recensione dell'ennesimo capolavoro Disney/Pixar

Dopo il grande successo di Up e successivamente di Inside Out, entrambi vincitori del premio oscar per il miglior film di animazione, Pete Docter ha deciso di dare alla luce un altro capolavoro: Soul!

Il film targato Pixar, presentato lo scorso ottobre al London Film Festival, è stato lanciato il 25 dicembre sulla piattaforma di streaming Disney+ .

Soul disney

REGIA: Pete Docter, Kemp Powers (co-regista)

ANNO: 2020

GENERE: Animazione

DURATA: 100 min

PAESE: USA

VOTO:

4.5/5

TRAMA

Il protagonista della pellicola è Joe, direttore della banda musicale della scuola media. Il suo vero sogno è quello di poter suonare il pianoforte all’Half Note, il più rinomato locale di New York, insieme alla leggenda jazz Dorothea Williams. Dopo ben 20 tentativi falliti, Joe, contro il volere di sua madre, riesce ad ottenere il posto nella band ma un imprevisto lo allontana sempre di più dal suo sogno.

Joe si trova nell’Ante-mondo, il mondo delle anime e, la chiave per tornare sulla terra è “22”, un’anima ribelle che non ha mai compreso il fascino della vita.

ANALISI

Come ogni film Disney/Pixar che si rispetti, ponendo maggior attenzione ai 2 precedenti capolavori di Pete Docter, anche Soul cerca scavare nei sentimenti del pubblico, che si ritrova a vedere un film dalla duplice interpretazione. E’ proprio questo il vero punto di forza della multinazionale californiana: produrre un film per i più piccoli ma riuscire a far innamorare anche gli adulti… e devo ammettere che anche questa volta il regista statunitense ha fatto centro!

Dai ammettilo anche a te, dopo anni, sono rimasti nel cuore i vecchi film Disney che probabilmente ti avranno accompagnato per tutta l’infanzia e continueranno a farlo.

Chi potrà mai dimenticarsi le favolose note di Alan Menken nel maestoso ballo de “La bella e la Bestia” o la spettacolare scena finale de “Il re Leone” sotto la colonna sonora “The circle of life“; la storia d’amore fra Carl ed Ellie in “Up”, la scena finale di “Cenerentola“… non basterebbe un articolo per elencarle tutte!

Soul
22 e Joe

Una pellicola più matura del solito

Soul

È proprio in Soul che questa duplicità, viene fuori in un modo più evidente che mai; a partire dallo stesso titolo, chiaro riferimento al genere musicale e alla traduzione italiana di “anima“… 2 tematiche ricorrenti.

La pellicola di Pete Docter appare infatti una delle più mature all’interno dell’intero catalogo disney, toccando argomenti metafisici e quasi religiosi, cosa che già Inside Out aveva fatto ma che in Soul, vengono portati su un nuovo livello.

Ripercorrono, per quasi tutta la durata della pellicola, le domande esistenziali della vita: “chi siamo“, “qual è il nostro scopo“, “che senso ha la vita“, ecc… affiancate da tematiche più umane come i sogni, le speranze ma soprattutto la realtà.

Un mix fra Coco ed Inside Out

Dal punto di vista testuale quindi, il nuovo prodotto Pixar sembrerebbe tutt’altro che un film adatto ai bambini ma, d’altronde queste tematiche sono state discusse in moltissimi altri film del filone, fra cui, il primo da citare, è sicuramente inside out, il precedente capolavoro di Docter.

È proprio da questo punto di vista che è possibile comprendere l’abilità disney che, è riuscita ad amalgamare queste tematiche così mature, ad un contesto privo di età: la musica… oltre ad altri elementi che si addicono prettamente al mondo dei più piccoli, a partire dal particolare ed interessante character design, fino ad arrivare alla spettacolare figura di 22, un affascinante personaggio dotato di una miriade di diverse sfaccettature caratteriali, inquadrate e descritte alla perfezione.

In sintesi, Soul si presenta al pubblico come il perfetto connubio fra Coco ed Inside Out.

Soul vs Coco
Soul
Coco vs Soul
Coco

La musica: il collante perfetto

Anche in questa nuova pellicola infatti, la musica funge da pilastro portante tanto da riuscire ad incantare gli spettatori insieme alle magistrali animazioni.

In particolare è incantevole il movimento sopraffino delle dita sul pianoforte che replicano in maniera a dir poco perfetta quello di un vero pianista. PAZZESCO!

È anche nella musica che ricorre un altro tema della pellicola: il sogno e la felicità… è proprio il jazz di  Trent Reznor, Jon Batiste, Atticus Ross che riesce a “trasportare” Joe in un mondo mistico, dominato esclusivamente dagli artefatti della propria mente; e il successivo e quasi drammatico ritorno alla cruda realtà.

Realtà che spesso non si manifesta come noi sogni, che spesso risulta essere più dura del previsto e che spesso ci porta ad essere qualcosa non vorremmo essere.

Anche sotto questo punto di vista, il nuovo gioiellino Disney/Pixar si rivela essere più maturo del previsto, fornendo allo spettatore non pochi punti di riflessione e l’importanza di avere, talvolta, un piano B.

 

soul

Da inside Out viene invece ripresa la maniacale cura per le emozioni che, seppur sempre presente, ha subito qualche colpo in Coco e, il concetto stesso del mondo “ultraterreno” che si avvicina molto a quello della mente umana.

Dal punto di vista grafico si può dire solamente una cosa: un vero e proprio CAPOLAVORO!

A livello di sceneggiatura non vi sono problemi se non qualche piccola imprecisione di gran lunga trascurabile. 

CONSIDERAZIONI FINALI

Concludendo, il nuovo film targato Disney mi ha colpito moltissimo, non solo per le emozioni che riesce a trasmettere ma anche, e soprattutto, per i temi trattati e i vari spunti di riflessione.

Un pò più impegnativo per i più piccoli ma sicuramente imperdibile!

Emanuele Tocci
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Emanuele

Ciao, mi chiamo Emanuele e sono un ragazzo appassionato di cinema, fumetti e tecnologia! Ho creato questo piccolo sito web, con l'intento di poter diffondere a tutti le mie passioni. Stay tuned!

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