Riverdale: Considerazioni sulle prime 3 stagioni

Riverdale: Considerazioni sulle prime 3 stagioni (con spoiler)

Riverdale
Riverdale è teen drama statunitense, basato sui fumetti della “Archie comics“. E’ stata prodotta a partire dal 2017 e ora conta 4 stagioni di cui la 4 è disponibile solamente in lingua originale. Le prime 3 sono presenti su Netflix (le trovi qui).
La serie è ambientata nella piccola cittadina di Riverdale, una cittadina apparentemente tranquilla, dove prevalgono gioia e armonia, ma che sotto sotto nasconde inquietanti segreti. I protagonisti sono 4 adolescenti: Archie (KJ Apa), Veronica (Camila Mendes) , Betty (Lili Reinhart) e Jughead (Cole Sprouse), che cercheranno di scoprire i misteri della loro città.
Riverdale: Archie
Archie
Betty
Riverdale: Veronica
Veronica
Riverdale: Jughead
Jughead

STAGIONE 1

L’intera 1 stagione di Riverdale, ruota attorno alla morte di un ragazzo chiamato Jason Blossom, apparentemente morto per annegamento nello Sweetwater River. I 4 protagonisti, non credendo a questa versione dei fatti, decidono di intervenire per far luce sul mistero.
La 1 stagione è stata quella che mi è piaciuta di più per il semplice fatto che è composta da meno episodi quindi la storia scorre più fluida… sono presenti meno sottotrame che non distolgono l’attenzione dai protagonisti.  Le poche presenti sono gestite molto bene e servono esclusivamente per inquadrare alcuni dettagli dei personaggi secondari come Alice Cooper e FP Jones.
Riverdale: FP Jones
FP Jones
Riverdale: Alice Cooper
Alice Cooper
Una caratteristica di Riverdale è infatti, la presenza di un bel colpo di scena alla fine di ogni stagione che obbliga lo spettatore a guardare quella successiva.
Già dalla 1 stagione possiamo dire qualcosa dei personaggi secondari che sono caratterizzati abbastanza bene. Fantastica è la presenza di un narratore interno (Jughead) che rende più dinamica la serie.

STAGIONE 2

Nella seconda stagione, l’antagonista principale che è Black Hood, un uomo mascherato che ben presto diventerà un serial killer e ne combinerà di tutti i colori. Anche in questo caso interverranno i nostri protagonisti e cercheranno di risolvere il mistero.
 
 
Riverdale: Black Hood
Black Hood

La 2 stagione è quella che mi è piaciuta meno perché è formata da troppi episodi: ci sono troppe sottotrame che spesso cadono nella banalità, distogliendo l’attenzione dalle faccende principali. In particolare ne emerge una altamente inutile, messa lì soltanto per allungare il brodo.

Chic
Sto parlando della comparsa di Chic, un personaggio praticamente inutile e senza senso… si può notare infatti, che appena la figura di chic scompare, l’attenzione torna nuovamente sui 2 antagonisti principali.
Credo che il problema principale di questa stagione sia il numero di sottotrame che distolgono troppo l’attenzione dalla trama principale.

STAGIONE 3

Riverdale: il re Gargoyle
Per quanto riguarda la 3 stagione, il personaggio principale è re gargoyle. Personalmente mi ha colpito molto questo personaggio, sia per come è stato caratterizzato che per come è stato strutturato.  Si tratta di un personaggio “uscito”  da un gioco di società chiamato “Gryphons & Gargoyles” che è veramente qualcosa di assurdo.
 
 
Può sembrare qualcosa di estremo, fantastico e surreale ma personalmente mi piace molto quel tocco di dark/horror che ha portato.
 
La trama della 3 stagione è una delle migliori fino al 15 episodio,  poi c’è un calo evidente: le vicende iniziano ad infittirsi troppo fino a cadere nel banale, nello stupido. Per esempio:
è impensabile che Archie, dopo tutto quello che ha subito da parte di Hiram, torni dalla sua parte.  Considerando anche il fatto che Hiram ha provato ad ucciderlo più di una volta. L’unico pretesto per tornare nel boss della malavita sembra essere una palestra.
Sinceramente anche il finale mi è sembrato un po banale, sia chi si cela dietro la maschera di re gargoyle, che il  fatto dell’FBI e Chic…
Molto interessante e (soprattutto) inquietante è stato il plot-twist finale.
 
Riverdale: la fattoria
Fortunatamente in questa stagione, le sottotrame sono poche e “offuscate” da una di uno spessore maggiore che è quella legata alla fattoria, una sorta di setta segreta con l’apparente compito di aiutare le persone.
Davvero bello è stato il flashback  narrato dagli adolescenti nei panni dei loro genitori…fantastico! In questo caso la scelta dell’inserimento di questo flashback risulta essere in linea con la trama stessa: serve infatti a chiarire alcuni dettagli riguardo al gioco “Gryphons & Gargoyles”.
Non mi ha colpito invece un intero episodio in stile musical… un episodio interamente cantato. Avrei potuto capire a apprezzare questa scelta se fosse stata utile per la storia stessa ma purtroppo si tratta di un episodio praticamente inutile… Si poteva benissimo inserire qualche clip cantata (come è successo anche per gli episodi precedenti) ma non 50 minuti!

CONSIDERAZIONI GENERALI

Il problema principale di questa serie è la mancanza di realismo: nonostante alcuni personaggi siano consapevoli di alcune faccende, si comportano in maniera del tutto naturale…. un po’ stereotipati.
Un esempio di ciò è il rapporto fra Veronica e suo padre: nonostante la figlia sappia tutti gli atti criminali commessi dal padre, rimane sempre impassibile nei suoi confronti… Nonostante il padre abbia provato ad uccidere il fidanzato, Veronica rimane la stessa…quasi come non fosse successo nulla. Da questo è ben evidente anche un’altro fattore da non sottovalutare: il menefreghismo.
Credo che questa scelta sia direttamente collegata alla città stessa, una città dominata perennemente dal caos e dal mistero. Si tratta (probabilmente) di un inserimento al fine di mettere in luce le problematiche di quest’ultima. Personalmente lo reputo un punto negativo in quanto fa sembrare gli attori troppo rigidi andando così ad annullare quel rapporto che si crea fra attore e spettatore… Sembra quasi che gli attori siano lì solo per recitare la propria parte.
 
Della serie, mi è piaciuto molto il fatto che è presente un narratore interno: Jughhed Jones, interpretato magnificamente da Cole Sprouse, conosciuto soprattutto per Zack e Cody al Grand Hotel…
Ottima la fotografia dominata da quest’atmosfera cupa, costituita da ombre molto chiuse e neri netti, ai quali si contrappongono delle fantastiche scritte neon che creano un contrasto non indifferente. Un’atmosfera che si presta molto bene anche al cinema horror di cui si può percepire qualche minimo accenno nella 3 stagione.
 
 
 
Anche i personaggi sono caratterizzati molto bene: sappiamo molte cose sia sui protagonisti che su quelli secondari, già dalla 1 stagione.
Concludendo, se siete appassionati di Teen Drama e di gialli/misteri , Riverdale è la serie Tv che fa per voi!
Emanuele Tocci
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Emanuele

Ciao, mi chiamo Emanuele e sono un ragazzo appassionato di cinema, fumetti e tecnologia! Ho creato questo piccolo sito web, con l'intento di poter diffondere a tutti le mie passioni. Stay tuned!

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