Recensione 6 Underground

6 UNDERGROUND: Un remake di fast & furious?

6 Underground

Dopo il mezzo flop di TRANSFORMERS – L’ULTIMO CAVALIERE, Micheal Bay è riapparso sul grande schermo con una produzione Netflix: 6 Underground, il Pink Star della società di streaming più famosa al mondo. La realizzazione delle pellicola infatti è costata alla casa produttrice la bellezza di 150 milioni USD (136 milioni di €) ma, d’altro canto, è diventato ormai uno standard per il regista, l’utilizzo di somme esorbitanti.

TRAMA

La trama della pellicola è piuttosto semplice e abbastanza originale: i protagonisti sono 6 persone che hanno simulato la propria morte (“fantasmi”) per cercare di migliorare il mondo, eliminando le ingiustizie sociali e il male. Bè, detto così sembra più un film della Marvel, ricco di supereroi e abilità speciali ma, di fatto, l’unico collegamento è rappresentato dagli scrittori Reese e Wernick e dall’attore protagonista di Deadpool.

Il gruppo, fondato da “Uno” (un miliardario interpretato da Ryan Reynolds), è composto da 6 membri, riconosciuti da un numero identificativo (un po’ come nella casa di carta) per cercare di limitare al massimo i rapporti interpersonali e distaccarsi il più possibile dal mondo e dai propri cari.

Rayn Reynolds nei panni di "Uno"

ANALISI

Tra Fast & Furious e Assassin's Creed

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Parkour sul duomo

Nonostante queste cifre esorbitanti, le pellicola rimane una produzione mediocre, che riesce a intrattenere molto bene lo spettatore ma presenta alcuni errori di montaggio e alcuni buchi di trama che “frenano” la frenetica visione, ponendo qualche interrogativo allo spettatore.

Alcuni sono presenti nella parte iniziale, palese richiamo alla celebre saga di Fast & Furious: in una scena viene inquadrata lo specchietto della macchina volare via, nella scene successiva lo specchietto ricompare, o ancora macchine completamente rigate che ritornano come nuove…oltre ad alcune scene poco sensate, inverosimili e super trash come il parkour sul Duomo , richiamo all’Ezio Auditore di Assassin’s Creed II o alcuni morti brutali e prive senso.

Il film infatti si apre con un tipico inseguimento in stile Fast and Furious, girato prima Firenze e poi a Siena ( che in realtà nel film viene spacciata per Firenze ma, se ponete un po’ l’attenzione noterete il cambio di location) molto ricco d’azione, adrenalina e un tocco di humor che contribuisce a rendere più interessante la pellicola.

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Errori principali in una delle scene girate a Taranto

Altro errore imperdonabile riguarda la scena del colpo finale girata a Taranto ma spacciata per il Turgistan: peccato solamente che, ponendo un po’ di attenzione, si possono notare in bella vista i cartelli stradali italiani e alcune persone che guardano le riprese. Beh che dire… Possibile che a Bay gli sia sfuggito un particolare così evidente? Tra le altre location troviamo Roma, Abu Dhabi, Los Angeles e Budapest.

Non mancano le criticatissime esplosioni, diventate oramai marchio di fabbrica del regista statunitense a cui si sente ancora molto legato nonostante la critica sia stata molto chiara a riguardo: BASTA ESPLOSIONI inserite praticamente a caso. Ottima è invece la performance di tutto il cast di cui sicuramente spicca la figura di Ryan Reynolds, interprete di “Uno”, conosciuto soprattutto per la saga di DeadPool di cui ritroviamo anche gli screenwriters Reese e Wernick.

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6 Underground nasce con il puro obbiettivo di intrattenere (andando anche contro la critica ma soprattutto contro i canoni del cinema odierno) il pubblico, facendo dell’adrenalina e dell’azione -elevata all’impensabile- (tipico ormai di Bay) il suo nucleo vitale, pertanto non aspettatevi granchè per quanto riguarda l’approfondimento psicologico dei personaggi (vengono minimamente accennati momenti passati di “Uno”, “Sette” e “Quattro” ; degli altri personaggi non si sa praticamente nulla) così come i dialoghi che sono molto brevi ma diretti.

Ottimi sia il sonoro che la fotografia diretta da Bojan Bazelli, conosciuto principalmente per l’horror “La cura del benessere” uscito a fine 2016.

CONCLUSIONE

Concludendo penso che 6 Underground sia una produzione super-trash, basata esclusivamente sul coinvolgimento del pubblico (lo si poteva immaginare già quando è stato scelto Micheal Bay come regista), tralasciando aspetti molto importanti e finezze che all’occhio di uno spettatore più attento, non possono certamente sfuggire. Questo non significa che il diamantino di Netflix è un film orrendo e da buttare anzi, devo ammettere che, nonostante i suoi errori macroscopici è riuscito a tenermi incollato allo schermo (grande abilità di Bay) senza mai farmi annoiare, grazie anche a un corretto dosaggio di Humor. Penso che per il regista statunitense sia arrivato il momento di modificare leggermente il proprio genere, abbandonando o almeno limitando il più possibile queste maledette esplosioni e cercando di focalizzarsi maggiormente sul carattere psicologico dei personaggi e sui dialoghi.

2.5
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Emanuele

Ciao, mi chiamo Emanuele e sono un ragazzo appassionato di cinema, fumetti e tecnologia! Ho creato questo piccolo sito web, con l'intento di poter diffondere a tutti le mie passioni. Stay tuned!

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