La casa di carta 5: Recensione a caldo

La casa di carta 5: recensione a caldo

Immagine tratta dalla serie "La casa di carta"

Siamo in rotta di arrivo per una di quelle serie che la si ama o la si odia, una di quelle serie che quando la si guarda, non si riesce a non ripensare agli episodi del passato e che automaticamente viene suddivisa ne “La casa di Carta” e “La casa di Carta: replay“.

D’altronde si sa, quando qualcosa viene bene al primo tentativo, difficilmente accadrà lo stesso al secondo. Un esempio che calza alla perfezione per quanto riguarda “Honey Heist“… forse sto un po’ esagerando ma era il modo migliore per rendere l’idea.

Dove eravamo rimasti?

La casa di carta sta per chiudere i battenti con la quinta e ultima stagione che sarà divisa in 2 capitoli da Netfix.

I primi episodi riprendono le vicende del “Piano Parigi“, illustrato nell’episodio conclusivo della quarta stagione…

La banda si trova ancora chiusa nella Banca di Spagna: Nairobi è stata uccisa da Gandìa, Lisbona ha raggiunto i compagni e la tana del Professore è stata scoperta dalla temibile Alicia Sierra.

NON ESISTONO GRANDI BATTAGLIE SENZA GRANDI AVVERSARI

La banda si ritrova con le spalle al muro e senza una vera guida… come dei topi in trappola, non possono far altro che mordere, nell’attesa che il professore ritorni in campo per salvare la situazione.

Cosa funziona

Devo ammettere di essere rimasto abbastanza soddisfatto da quest’ultima stagione nonostante stessi iniziando a considerare la serie di Alex Pina, l’inizio di una soap-opera senza futuro.

D’altronde era proprio questa l’idea che ci mi aveva dato la 4 stagione: un’accozzaglia di idee poco strutturate e non finalizzate con inserimenti inutili ai fini della trama ma utili solamente per allungare il brodo (un classico).

Non che questa nuova stagione sia perfetta ma, i miglioramenti nei confronti della stagione precedente sono abbastanza visibili.

A differenza delle altre stagioni, durante la visione del primo episodio si può respirare una sorta di malinconia, una sensazione che vi farà chiedere “Questa è la casa di carta?”. Sensazione che personalmente apprezzo in quanto riesce a diversificarsi all’interno di una stagione frenetica ed adrenalinica. Una nuova aria insomma.

Basta però passare al secondo episodio e continuare con la visione per riambientarsi velocemente. Spari, esplosioni, proiettili vaganti, flash, granate… siamo sicuri non sia un film di Micheal Bay?

A parte gli scherzi, questa quinta stagione cerca di fondere gli elementi principali delle stagioni iniziali con l’accozzaglia della 4… ottenendo in questo modo un prodotto molto godibile ma con dei “ma”.

 

Le “gag” in stile Professore, lasciano posto a scene più mature e frenetiche, quasi in stile “Attacco al potere”. L’azione è infatti la chiave di questa nuova stagione e di fatto, tali scene, hanno subito un bel level-up rispetto al passato. Le sparatorie sono più interessanti e meno “casuali” (ricordando la scena di Garcia invincibile nella 4 stagione), più frenetiche ma allo stesso tempo chiare e comprensibili.

Più che action, sarebbe meglio parlare di war TV show.

Questa non è più una rapina, è una guerra

Il vero obbiettivo del colpo passa in secondo piano per sottolineare il fatto che tutto sta andando alla deriva, come una nave che ha perso il proprio timone.

La presa di potere delle tre donne, seppure un pò alla Dorothy, ha per un momento lasciato trasparire un futuro alternativo e non monotono. Il personaggio di Lisbona continua ad assumere particolari e piacevoli sfaccettature da “Lady Prof“.

Il ritmo si mantiene per tutti e 5 gli episodi molto alto e incalzante -oserei dire al limite del confusionario- e si articola, come al solito, come un grande climax di emozioni.

I movimenti di camera sembrano essere più morbidi e più focalizzati sui dettagli.

Ma il vero punto di forza, sono i personaggi che continuano ad accumulare carisma e personalità, riuscendo a creare un legame sempre più forte con lo spettatore. Anche nuovi personaggi come Sagasta e la sua banda vengono introdotti in maniera ottimale e senza troppi fronzoli… forse con qualche inquadratura un pò troppo alla Baywatch.

Non mancano gli immancabili colpi di scena che, volendo o meno, costringono a proseguire la visione e piccoli momenti “vuoti” necessari a spezzare l’energia dei vari episodi.

Cosa non funziona

Arturito versione Rambo

Arturito, Arturito… Cosa combini Arturito?

I principali difetti della serie sono riscontrabili soprattutto a livello di sceneggiatura: vi sono imprecisioni a livello di trama (vedi Gandìa ferito), incoerenze temporali (vedi malattia di Berlino), banalità lasciate al caso (vedi Arturito versione Rambo)… e poi arrivano i mitici flashback. Peccato che il 70% sia praticamente inutile!

Il redivivo Berlino è più vivo dei veri vivi e pare abbia più importanza dei veri protagonisti, tanto che, riassumendo tutti i flashback, non basterebbe un intero episodio per raggrupparli.

Flashback per tutti

Compare un nuovo personaggio, Rafael che miracolosamente viene presentato come il figlio di Berlino, quasi come se si trattasse di uno spin-off inserito nella serie stessa. Probabilmente si tratta di una timeline che verrà sviluppata in seguito (quando?) ma personalmente non vedo futuro (anche perchè siamo agli sgoccioli… che senso ha aprire una nuova timeline?).

Viene aperta una nuova parentesi sul passato di Tokyo che, seppure risulti insensata nel momento in cui viene presentata, fornisce qualche informazione in più sull’origine del suo alias, quasi come se si volesse fare una previsione sul suo futuro (che senso ha approfondire solamente il suo alias?). Insensato è l’utilizzo della maschera di Ken Kaneki di Tokyo Ghoul…

Rafael de "La casa di carta"

Il solito tira e molla

Insomma, si tratta della stessa identica formula che ha tirato avanti la baracca fin dagli albori e che oramai ha stancato (forse non per tutti ma la soglia è vicina). Il solito tira e molla che pur godendo di un ottimo livello di godibilità, non riesce a fare quel passo in più… eppure sarebbe bastato veramente poco!

Detta in maniera stringata, la prima parte di questa 5 stagione si presenta come la versione migliorata dalla 4: più adrenalinica ma comprensibile e con meno buchi di trama.

Conclusione

Tirando le somme, La casa di carta è una di quelle serie che va vista senza pretese… senza aspettarsi raffinatezze e razionalità, una serie da vedere a tempo morto, una serie da binge-watching.

3.6/5

IN BREVE

La prima parte della 5 stagione de “La casa di Carta” si presenta, a differenza della precedente, più bilanciata e contestualizzata, più adrenalinica ed emotiva. Non mancano però, errori di scrittura che anche un occhio meno vigile non esiterebbe a cogliere.

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Emanuele

Ciao, mi chiamo Emanuele e sono un ragazzo appassionato di cinema, fumetti e tecnologia! Ho creato questo piccolo sito web, con l'intento di poter diffondere a tutti le mie passioni. Stay tuned!

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