Black Widow: il ritorno del Marvel Cinematic Universe

Black Widow: il ritorno del Marvel Cinematic Universe sul grande schermo!

Dopo un’attesa praticamente infinita finalmente si è dato il via alla fase 4 del Marvel Cinematic Universe, aperto alla grande con Black Widow, il cinecomic prequel incentrato sulla figura di Natasha Romanoff.

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TITOLO ORIGINALE: Black Widow

REGIA: Cate Shortland

ANNO: 2021

GENERE: Azione, spy-thriller

DURATA: 133 MIN

CAST: Scarlett Johansson, Florence Pugh, David Harbour, O. T. Fagbenle, Ray Winstone

PIATTAFORMA: Disney+ (9 luglio)

4/5

Il film narra le vicende collocate nell’arco temporale che si estende fra Civil War ed infinity War e cerca di colmare l’incolmabile vuoto lasciato da Endgame… possiamo dire che il film diretto da Cate Shortland è riuscito in parte nell’impresa.
 
Nonostante l’idea originale di articolare il film come una sorta di biopic, si è preferita una storia che si focalizzasse particolarmente sulla figura della Black Widow e non sulla vita dell’eroina che ci viene mostrata esclusivamente tramite alcuni flashback.
 
Vengono ripercorsi i momenti che hanno segnato l’infanzia della giovane, come il programma Black Widow degli anni ”80 volto a creare delle agenti assassine. La protagonista decide finalmente di affrontare i suoi demoni interiori, invece di continuare a scappare.
 
E’ così che Natasha si distacca momentaneamente dagli Avengers per raggiungere la sua vecchia “famiglia”, formata da Yelena Belova (Florence Pugh)Melina Vostokoff (Rachel Weisz) e Alexei Shostakov (David Harbour), e tornare là dove tutto è iniziato, dove è diventata Black Widow.
 
 

Un film più emotivo del solito

A differenza delle precedenti pellicole Marvel, Black Widow cerca di concentrarsi principalmente sul piano emotivo e psicologico per indurre lo spettatore a ragionare sulla tematica della famiglia, su cosa significhi essere donna ma soprattutto sull’importanza dell’essere umano che non è visto come un semplice strumento al cospetto altrui. 

La donna come figura di forza e prosperità

Grande importanza viene data alla figura femminile (di fatto tutte le vedove sono donne) come colei che continua a combattere nonostante le ferite ma senza vergognarsi delle proprie fragilità. La questione della stanza rossa e dell’addestramento delle vedove rappresenta un tema più contemporaneo che mai che dovrebbe far riflettere su quanto accade ancora oggi.
 
Un gioco psicologico riguarda lo stesso nome che il MCU ha dato al “covo” segreto delle vedove di Dreykov. La cosiddetta “Stanza Rossa” richiama (di nome e di fatto) la leggenda metropolitana delle red room del dark web, andando cosi ad accentuare la “strumentalizzazione del corpo”.

Jac Schaeffer: una nuova rivelazione per il MCU dopo Wandavision?

Seppure sempre presenti ed affascianti, i combattimenti passano in un secondo piano (almeno per un istante) per lasciar spazio alla sublime scrittura di Jac Schaeffer (riscritto poi da Eric Pearson) che si è rivelata la chiave vincente di una pellicola destinata ad essere offuscata dalle attuali serie MCU, in particolare Loki.
 
I principali problemi del film sono riscontrabili proprio nella regia che non è riuscita a imprimere nella mente degli spettatori, i fantastici combattimenti della vedova che risultano un pò confusionari per via di movimenti di camera “sporchi” e repentini che non garantiscono il totale focus sulla scena.

La forza del "carisma": Florence Plugh

Rimangono comunque dei combattimenti godibilissimi soprattutto grazie alle meravigliose interpretazioni degli attori fra cui spicca sicuramente la new entry Florence Pugh nei panni della vedova Yelena Belova, destinata probabilmente ad ereditare il ruolo della Johansson (per quanto sia insostituibile) e David Harbour nei panni di Red Guardian.
 

Florence Pugh è stata bravissima ad alternare le forze e le debolezze del suo personaggio, riuscendo a dare uno scorcio di quello che sarà un personaggio dalle mille sfaccettature e dotato di un carisma senza eguali. 

Una degna erede insomma.

D’altro canto abbiamo però un lato emotivo/psicologico molto sviluppato… tipico della regista australiana Cate Shortland che ha diretto per la prima volta un film d’azione.

La chiave comica: David Harbour

Red Guardian
Funzionale alla storia stessa si è rivelata la nota comico/sarcastica di Alexei che ha contribuito a dare una marcia in più al film, permettendo allo spettatore di “respirare un pò” nei momenti più critici.
 

Particolarmente interessante si è rivelato il fatto che non sia stata utilizzata la classica Opening Marvel ma qualcosa di leggermente diverso che richiamasse i progetti televisivi come Wandavision, The Falcon & the Winter Soldier

Scelta che probabilmente ha contribuito a far apparire Black Widow come un semplice film accessorio (come avvenne con “L’incredibile Hulk” del 2008), futile alla trama stessa. 

Cosa che di fatto non è, come abbiamo potuto vedere anche dalla scena post-credit.
 

Smells Like Teen Spirit

Impeccabile come sempre si è rivelata la colonna sonora che comprende brani che si sposano perfettamente con i sentimenti delle protagonista. Memorabile sarà la scena di indottrinamento delle vedove sulle note di Smells Like Teen Spirit.

Tirando le somme possiamo affermare che il ritorno sul grande schermo, dopo quasi 2 anni di attesa, del Marvel Cinematic Universe è stato più che promosso.
Black Widow non sarà sicuramente il miglior titolo del franchise ma sicuramente un ottimo spy-thriller che merita di essere visto.
 
Ah quasi dimenticavo… benvenuti nella fase 4!
 
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Emanuele

Ciao, mi chiamo Emanuele e sono un ragazzo appassionato di cinema, fumetti e tecnologia! Ho creato questo piccolo sito web, con l'intento di poter diffondere a tutti le mie passioni. Stay tuned!

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